19/04/2018

by Alessandro Barbati

Una selezione di 90 lavori, realizzati da grandi artisti contemporanei e giovani emergenti
È interamente dedicata al ventaglio, declinato nella sua forma più artistica, la mostra allestista dalla Fondazione Culturale Hermann Geiger, a Cecina e intitolata appunto “Ventagli. Creazioni d’artista”. L’esposizione, in programma fino a domenica 13 maggio in piazza Guerrazzi 32 (ingresso gratuito), propone ai visitatori una selezione di 90 pezzi provenienti dalla raccolta di Luisa Moradei, studiosa e collezionista fiorentina. Attraverso questo accessorio, la mostra offre un’ampia panoramica sull’arte contemporanea italiana. Il ventaglio, svincolato dalla sua funzionalità, viene presentato attraverso una ricca gamma di lavori che si distinguono fra loro sia per la tecnica decorativa che per la varietà dei materiali impiegati. Troviamo così impiegati legno, ferro, terracotta, carta e cartone, rame, travertino, plastica, specchi, piume, stoffa, foglie, piombo, ceramica e reti metalliche, materiali che vanno a trasformare l’oggetto ventaglio, così come siamo abituati a pensarlo, e lo declinano in opere di pittura, scultura, fotografia, incisione, oreficeria, tessitura e altro. In molti casi il risultato, pur nelle molteplici diversificazioni, si mantiene fedele alla forma di origine mentre in altri raggiunge effetti puramente allusivi, stravolgendo la forma stessa fino ai limiti della sua riconoscibilità.
Sono poco meno di cento gli artisti italiani rappresentati in mostra, dai grandi nomi ai giovani emergenti, ognuno dei quali, lasciatosi suggestionare dalla storia e dagli usi del ventaglio, ha raccontato con la propria cifra stilistica questo oggetto che, così interpretato, ha abbandonato la sfera quotidiana per immergersi totalmente nel campo dell’arte.
Abbiamo Elio Marchegiani con le sue armoniose grammature, Tino Stefanoni che presenta l’essenzialità della forma nella linearità del ventaglio; Gillo Dorfles con i disegni che fuoriescono dall’inconscio; Pietro Gilardi che per l’occasione abbandona la scultura per tradurre su carta l’elemento naturale che caratterizza le sue opere. Non mancano poi un ventaglio di Emilio Isgrò con le tipiche cancellature dell’artista e l’espressionismo astratto di Giacomo Soffiantino. La mostra è aperta tutti i giorni (festivi compresi) dalle ore 16 alle ore 20.

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