Quando la fotografia diventa opera d’arte

by Gianni Mercatali, ph. Massimo Sestini

 

Ancora due settimane per poter vivere un’emozione unica, completamente nuova di una “bellezza oltre il limite”. Che è poi il titolo della spettacolare mostra fotografica di Massimo Sestini attualmente ospitata al Forte di Belvedere di Firenze. Sono 20 immagini giganti, in anteprima a Firenze, che andranno a promuovere la Toscana nel mondo in un preciso progetto di comunicazione. Le foto presentano una Toscana ritratta da una prospettiva inedita. Gli scatti sono stati infatti realizzati da 600 metri di altezza ma con obiettivi che hanno consentito di avvicinarsi così tanto alla scena fotografata da inquadrarla in modo assolutamente originale e nuovo. Delle vere opere d’arte, uniche, irripetibili, con una visione originale e inedita. Non sono quindi immagini cartoline quelle che ci presenta Massimo Sestini ma, sulla scia dell’aeropittura dei Futuristi, l’artista fotografo si alza in cielo per inventare con i suoi strumenti ottici i gesti performativi estremi, una nozione inedita e straordinaria della fotografia di paesaggio. Ammirare queste opere è come essere su una grande astronave ad altissima quota sulla Toscana. Venti paesaggi inediti, perché decisamente non sono mai stati fotografati dalla posizione e nel modo in cui lo ha fatto lui. Ad alta quota e perpendicolarmente. Il titolo dice tutto: “Bellezza oltre i limiti”. Perché i paesaggi presentati sono di una bellezza sconfinata, anche per il genere di inquadratura con la quale sono stati ottenuti. Massimo Sestini lavora spesso in volo, su elicotteri o aerei militari, scende negli abissi, e quando il mezzo di trasporto non è sufficiente per ottenere una certa inquadratura dall’alto, inventa peripezie ginniche e trova soluzioni tecniche per spostare il suo teleobiettivo laddove nessuna mano umano può arrivare. A lui non interessa la riproduzione della realtà, quanto l’esperienza che ne facciamo grazie al modo, alla scelta tecnica e performativa da lui decisa. Spesso i paesaggi ritratti non sono riconoscibili, sembrano quadri, con pennellate di colori diversi o composti da tessuti sovrapposti. Un’esperienza da vivere, da non perdere, fino al prossimo 31 ottobre.

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