Dalla meditazione all’euforia pop

di Guja Tanzj

 

Il vino, che è una realtà dinamica, è profumo, gusto, piacevolezza, curiosità ma anche meditazione. Ed è proprio su questo ultimo aspetto che Leonardo Romanelli ha creato una serie di opere “dall’euforia pop” come lui stesso le definisce. Critico enogastronomico, giornalista e divulgatore, fa il suo esordio nel mondo dell’arte concettuale con l’obiettivo di comunicare, incuriosire, avvicinare chi si approccia al mondo del vino. Il ritiro forzato secondo le disposizioni anti covid lo ha portato ad un esame intimo e critico impegnandosi, con creatività, in un racconto del vino fuori dalle consuetudini e convenzioni. Ha curiosamente riciclato materiali abbandonati, ha trasformato scuri e finestre dismesse ed altri oggetti non più utilizzati, catapultandoli in un mondo di colori e vivacità, caratterizzato da una straordinaria allegria alcolica. Un impegno straordinariamente creativo per mostrare come il vino possa essere ispirazione di riflessi, colori, sensazioni tattili e storie. Da questa sua esperienza è nata un’esposizione che si è conclusa domenica scorsa dopo 10 giorni di inaspettato successo suscitando talvolta nel visitatore un’emozionante ironia. Una mostra 2.0 che si è svolta a Villa di Poggio Reale alla Rufina: un punto di partenza che anticipa un percorso itinerante fatto di performance e land art tra vigne e cantine, per un progetto dinamico che vuole continuare a coinvolgere il pubblico in questo affascinante mondo.

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