Presentato a Milano nel refettorio del Museo della Scienza e della Tecnologia il progetto del Consorzio Chianti Rufina

Di Francesco Galli,  foto Canio Romaniello

L’universo Chianti è un territorio vasto e articolato dalle caratteristiche molto diverse. Quella di Rufina è la più piccola tra le sette specificazioni occupando una superficie di 12.483 ettari. È un comprensorio molto particolare, situato tra la Valle dell’Arno e il Mugello, attraversato dal fiume Sieve, ma soprattutto connotato dalla presenza dell’Appennino Tosco Romagnolo, vero Genius Loci di queste terre. Questa presenza si avverte in maniera decisa in termini climatici. La composizione dei suoli è abbastanza uniforme sulle due rive della Sieve, mentre l’altitudine varia tra terreni di bassa collina fino alla quota di 700 mslm la più alta all’interno dei confini del disciplinare. Quello che invece costituisce il fattore di maggiore caratterizzazione della zona è proprio l’esposizione, il microclima delle singole vigne. Ed è proprio dalla vigna che parte il progetto di Terraelectae dove ogni produttore individua la propria vigna simbolo, il fazzoletto di terra all’interno della proprietà nel quale il Sangiovese esprime tutte le proprie caratteristiche nel modo migliore, con la massima qualità e con la maggior continuità possibile, anno dopo anno. Le uve prodotte in questa vigna vengono vinificate nel rispetto delle regole di un Chianti Rufina Riserva e il vino verrà contrassegnato appunto, con il marchio Terraelectae. I produttori della Rufina erano da tempo alla ricerca di una maggiore caratterizzazione territoriale. Con questo progetto il principio di “territorialità” prevale su qualsiasi altra esigenza normativa e burocratica rappresentata dai normali disciplinari di produzione. L’attenzione sul territorio è in questo modo massima. Chi conta è la vigna con la sua posizione unica e le sue uve, oggetto della massima cura. L’intento del progetto è quello di definire uno stile preciso dei vini Terraelectae, che con il tempo, il susseguirsi delle annate, l’esperienza dei produttori vendemmia dopo vendemmia, sia sempre più riconducibile al vigneto di provenienza e sempre meno al metodo di lavorazione. Terraelectae vuole essere un marchio di origine fortemente identitario ma anche un sigillo di garanzia che dimostri tutte le potenzialità del territorio appenninico della Rufina, da sempre espressione di vini eleganti e adatti a lunghi invecchiamenti.

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