La poliedrica arte di Roberto Quagli

by Fabrizio de’ Marinis, ph. Roberto Quagli

Ritratti rinascimentali in un interno. Scolpire la luce di chiari e di scuri, di profondità ed evanescenze. Realizzare un quadro d’autore, dove luminosità ed ombre si fondono trasformandosi in emozioni. Un’alchimia di equilibri e chiaroscuri, appunto, che lavorano in profondità, prendono vita e trasmettono l’essenza delle cose con immagini uniche e intense.
La ricerca come strumento d’indagine per andare oltre è per Roberto Quagli, fotografo fiorentino, eclettico e poliedrico artista della luce, un ponte verso luoghi immaginifici ed emozionali che si ispirano all’universalità dell’infinito e del particolare. Egli deve sentire, recepire, ascoltare, entrare in sintonia con la materia e, come un novello rinascimentale che applichi il pensiero leonardesco dalla mente proiettiva, plasmare con la luce i suoi ritratti d’autore, siano essi di persone o di cose.
Interpretazioni contemporanee, che sanno d’antico e di futuro e che descrivono l’operosità secolare e concreta degli uomini, dove la materia prende forma, diventando prodotto di successo del fare italiano.

Per lui, allevato all’alta scuola fiorentina dell’introspezione e della testimonianza, dell’indagine e della propositività – l’archivio Locchi, l’agenzia Leader, il fotografo Bruno Novaresi sono le incudini della sua formazione -, la fotografia è un fine di equilibri da realizzare con vari strumenti, luci, ombre, armonie cromatiche, sfumature derimenti e profondità di campo. Il click della macchina fotografica viene da sé, quando tutto è compiuto e l’equilibrio raggiunto, come in una catarsi Zen.
Ecco allora che prendono vita i suoi quadri d’autore, i suoi ritratti mentre i prodotti dei suoi committenti si trasformano in protagonisti di scenari unici, persi nel tempo, immortalati in momenti quasi eterni e universali. Grandi campagne pubblicitarie e di comunicazione che portano i nomi di Ferragamo, Frescobaldi con le loro cantine dell’Ornellaia, Stefano Ricci, Gucci, Versace, Ungaro, l’Enoteca Pinchiorri, Piaggio e Reebok, per citarne solo alcuni, tra le decine di altri. Tutte, fondate sui valori intramontabili tra una committenza illuminata e un autore di vasto spessore artistico, in un colloquio dagli stilemi rinascimentali.
Anni di ricerche di equilibri, di sintesi ardite e profondità, definiscono l’arte fotografica di Quagli. Nel cuore, il vasto mare aperto che naviga con la moglie Maria Grazia, la sua barca a vela e i cieli che solca in mongolfiera, perchè la natura lo ispiri. Nella sua “antica bottega artigiana”, tra si suoi apprendisti, plasma l’istante. Lì, sfumature, flash, profondità di campo, lampi stroboscopici sono solo strumenti moltiplicatori dell’antica sapienza dell’illusione che diventa emozione, senza più limiti né di spazio e né di tempo.

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