Una mostra fotografica a lei dedicata per la Biennale Enogastronomica

by Marco Gemelli

Da simbolo culturale e gastronomico di Firenze a patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco. Per la bistecca alla fiorentina i prossimi mesi potrebbero sancire il raggiungimento di un traguardo di livello globale, nonché la consacrazione nell’olimpo della cucina planetaria. A lanciare la proposta è stato il sindaco di Firenze, Dario Nardella, che ha avviato l’iter comunicando all’ambasciatrice d’Italia presso l’Unesco a Parigi, Vincenza Lomonaco, l’intenzione del Comune – in accordo con l’Accademia della Fiorentina – di avviare la procedura per l’inserimento della bistecca alla fiorentina nell’elenco del patrimonio mondiale dell’umanità. “Non è una procedura facile, ma neanche impossibile”, ha spiegato il sindaco ricordando che “il cibo è cultura e la bistecca alla fiorentina è un simbolo di qualità e tradizione del nostro territorio” che si lega al rispetto “di alcune precise regole di taglio e della cucina”. Dopo la pizza napoletana, dunque, un altro piatto tipico della tradizione italiana si candida a essere riconosciuto come patrimonio internazionale. Nel frattempo, a Firenze c’è chi ha celebrato la bistecca con una mostra fotografica ad hoc: è la Trattoria dall’Oste, che a novembre ha presentato alla Biennale Enogastronomica fiorentina un’esposizione articolata in due sezioni distinte. La prima comprendeva gli scatti realizzati da cinque dei più quotati fotografi di food – Paolo Matteoni, Claudio Mollo, Andrea Moretti, Gianni Ugolini e Lido Vannucchi – mentre la seconda riuniva le 30 migliori immagini inviate da “amatori”, blogger, instagramers, fotografi dilettanti, appassionati, selezionate da un apposito comitato attraverso un contest online. Per tre giorni, i dieci scatti dei professionisti e i trenta degli amatori hanno dato vita a un’esposizione inedita in cui la bistecca alla fiorentina è stata declinata come musa per l’ispirazione artistica e fattore di identità culturale legata al valore della qualità di ciò che finisce sulle nostre tavole. “Per noi – spiega Antonio Belperio, titolare della Trattoria – la bistecca è una piacevole ossessione, nel senso che affinando il palato ci siamo resi conto di quanto il mondo della carne sia vasto e articolato. Da qui è partito il nostro percorso all’insegna della tracciabilità, della sostenibilità e della conoscenza, scoprendo le sfumature di sapore che, ad esempio, una corretta alimentazione dà ad ogni razza bovina. Il taglio e la cottura sono importanti, così come la pezzatura e la frollatura, ma alla base di una buona bistecca alla fiorentina dev’esserci anche un’enorme passione per la carne di qualità da parte di tutti gli anelli della filiera, dagli allevatori ai selezionatori, dai macellai ai ristoratori”.

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