La proposta invernale dell’oste Gaio nella sua trattoria di lusso

by Marco Bellentani, ph. Simona Palumbo

Il brunch. Usanza di stampo internazionale che unisce elementi tipici della colazione e del pasto, ha preso piede anche nello stivale. In Versilia, con la stagione estiva ormai alle spalle, alcuni ristoranti sul mare chiudono i battenti e può essere davvero gratificante scoprire le alternative di un litorale ancora magico, complici le belle giornate e la classe di alcuni ristoratori capaci di rinverdire con profumi e sapori di casa nostra il brunch time. Gaio Giannelli, talentuoso cuoco/oste del Pozzo di Bugiadi Seravezza, nasce dalla scuola di Bruno Vietina, personaggio noto per il suo Maitòdi Forte dei Marmi, e affina le sue conoscenze sia in loco, sia con esperienze all’estero. Francia e Stati Uniti sono le tappe fondamentali di un cuciniere fantasioso, ma concreto. Sostanza, valore e qualità sono le sue coordinate imprescindibili, sempre rinnovate da un continuo studio della tradizione e della contemporaneità. Lo spirito rimane quello della trattoria. Di lusso, per il livello delle proposte. Questo bagaglio culturale viene sublimato nei piatti del Pozzo, siano essi antipasti dedicati alle cucine di tutto il mondo, primi di matrice versiliese e carni – dal manzo, all’anatra passando per agnello e piccione – di rinomato pregio. Recentemente, l’oste Gaio ha aperto le sue porte ad un succulento brunch domenicale, accogliendoci in ambienti caldi, confortevoli e di ricercata rusticità. Il servizio è cortese e informale e gli assaggi, in punta di coltello o direttamente sul piatto, incantano. La formula lascia la libertà della scelta di un pranzo più tradizionale, ma ci fa scoprire, in menu, la sezione brunch time, che vede Giannelli impegnato al tavolo degli affettati – da Joselito agli insaccati italiani – e al sontuoso carrello dei formaggi francesi e locali, con torte salate home made di ispirazione lunigiana. Peccaminoso è l’eggs Benedict: succulento e persistente, seguito da un panino al sesamo con salmone selvaggio, robiola e miele al tartufo. Un gioco di contrasti che aumenta l’acquolina per la mozzarella di bufala con acciughe del Cantabrico o per le alette di pollo piccanti, accompagnate da patate nostrali cotte nel grasso di anatra. Il fegatino toscano diventa mordi e fuggi, su pane integrale. Non mancano le frittate e il classico hamburger con patate fritte, ricavato con materie prime d’eccellenza. Sfiziosa, infine, è l’usanza di proporre alcuni piatti estemporanei, fatti al momento, secondo i frutti delle stagioni e i desideri istantanei del cliente. Gaio Giannelli coccola e stupisce con la cura del dettaglio, la ricerca sulla materia e con una classe priva di stucchevolezze tra i fornelli. Un indirizzo sempre imperdibile per la carne e, solo di domenica, anche per il vostro brunch time.

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