Parla Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti: Arriva la bella stagione, e c’è tanta voglia di ripartire

di Giuliana Cantini, ph. Archivio Consorzio Chianti

 

«Dopo oltre un anno di Covid-19 vogliamo tornare a brindare, naturalmente in sicurezza». E’ il desiderio espresso da Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, che dopo il confortante +1,5% di vendite riportato nel 2020 dalla denominazione, malgrado il crollo del mercato Horeca, vede margini per una ripresa più sostanziosa.

Presidente, come si può rilanciare con più forza il Chianti?

«Man mano che le condizioni sanitarie miglioreranno, come sta già accadendo in alcuni paesi, famiglie e imprese potranno tornare a una vita normale, e questo porterà ad un aumento dei consumi di vino rispetto a oggi. E’ evidente che più veloce sarà il tempo di vaccinazione, prima noi raggiungeremo l’obiettivo».

E nel frattempo?

«Là dove la situazione dei contagi lo consente, bisogna consentire una ripresa graduale e in sicurezza della ristorazione».

Non sarà un fattore di incremento del contagio?

«Con la bella stagione in arrivo, diventa possibile utilizzare tanti spazi all’aperto, e così viene meno il problema degli assembramenti. Vediamo che in Italia tanti sindaci, con grande intelligenza, hanno concesso molte autorizzazioni per mettere i tavoli sulle strade e nelle piazze. I clienti, dal canto loro, quando vanno a pranzo o a cena fuori si mettono a sedere al tavolo, distanziati. Quindi ci sono i presupposti per poter riaprire: gradualmente, ripeto, e in sicurezza».

Come sarà il 2021 del Chianti?

«C’è voglia di ripartire, e quindi questa voglia sicuramente darà una mano e una scossa anche alle nostre vendite. Ma già i risultati del 2020 dimostrano che la nostra denominazione è apprezzata, e anche se le occasioni di un buon bicchiere di Chianti fuori casa si sono ridotte, le persone continuano a sceglierlo».

Le aziende hanno superato il momento peggiore?

«Molte hanno problemi di liquidità, e proprio nel momento in cui devono investire per diventare più competitive: quindi servono fondi, e un aiuto dal mondo del credito, per essere in grado di agganciare la ripartenza dei mercati mondiali».

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