Con la neve, ecco un’altra Firenze

by Sandra Massai Fallaci, ph. Alessandro Gambinossi

È magia o realtà? Viene proprio da domandarselo passeggiando per le strade di Firenze innevate, nascoste da una coltre di ovatta, e magari con una leggera nebbia che “sfuma” cose e persone. L’incanto inizia fin dal mattino quando, aprendo le finestre, si rimane affascinati dalla città imbiancata di neve che la rende ancora più unica. L’aria rarefatta profuma di ghiaccio e purezza e i palazzi e i monumenti così noti, assumono una connotazione straordinaria che rende il paesaggio quasi fiabesco. Una meraviglia che lascia a bocca aperta non solo i turisti, ma i fiorentini stessi. È nevicato spesso negli ultimi decenni e ogni nevicata ha una sua storia particolare. Nel Gennaio ’85, il più freddo del secolo scorso con temperature minime di meno 20 gradi, anche l’Arno si era ghiacciato. Sulla neve, che aveva raggiunto i 40 centimetri in città, i pareri erano contrastanti: dall’entusiasmo dei bambini alle imprecazioni degli automobilisti e al disappunto dei negozianti, passando per l’apprezzamento di pittori, fotografi, letterati e poeti. La neve affascina sempre, perché come una magia, trasforma il paesaggio ispirando dipinti, racconti, novelle, fiabe, poesie, proverbi, aneddoti, aforismi, metafore. Dal mondo dell’arte e della letteratura a quello rurale “Sotto la neve, pane” ha sempre suscitato interesse, curiosità, meraviglia. Ne è un esempio la letteratura russa: ricordiamo di Tolstoj “La tempesta di neve”, o la grande bufera che investe Anna Karenina. Per non parlare di Chekhov, Pushkin, Pasternak, Gogol, Turgenev. È naturale parlare di neve in Russia, certo, ma noi non siamo stati da meno: magari non avremo avuto lo “squillante silenzio” del grande inverno russo né le campanelle della Trojka, ma sentite qua il divino Poeta: “…dilatate falde come di neve in alpe sanza vento” (Inferno, XIV). Sembra di essere lì, sotto i soffici fiocchi che cadono. Una sensazione che si ripete davanti a certi dipinti: quanto può emozionarci vedere la neve con gli occhi di Monet, Bruegel, Chagall, Cézanne, Sacharov? Certo è che la neve, come la nebbia, crea uno strano senso di mistero, un’atmosfera imperdibile a volte quasi pascoliana, sospesa fra reale e irreale. Sembra di sognare, ma non è così: è Firenze innevata, che fra i veli nebbiosi che l’avvolgono svela una sua anima segreta. Un ossimoro? No, perché mistero e realtà si fondono. Perché Firenze è tutto questo, ed altro ancora. Eterna, straordinaria città.

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