Dal 1° dicembre 2018 al 24 febbraio 2019, a Cecina, “Paris sans fin”

by Gianpaolo Ansalone

Tipici boulevard parigini, caffè, grandi monumenti, scene e azioni di vita quotidiana. Sono le immagini contenute nelle centocinquanta litografie di Alberto Giacometti, che compongono “Paris sans fin”, la meravigliosa opera considerata il testamento artistico del celebre scultore e pittore svizzero. Oggi questi preziosi lavori, realizzati da Giacometti con l’immediatezza di una matita litografica, possono essere ammirati in Italia, grazie alla Fondazione Culturale Hermann Geiger, che presenta la mostra «Paris sans fin. Litografie originali di Alberto Giacometti» all’interno dei propri spazi espositivi a Cecina (piazza Guerrazzi 32). Curata da Klaus Littmann, l’esposizione potrà essere visitata da sabato 1° dicembre (inaugurazione ore 17) a domenica 24 febbraio, tutti i giorni dalle ore 16 alle 20 con ingresso libero. A corredo delle opere, anche una selezione di fotografie di Ernst Scheidegger, che ha documentato il lavoro dell’amico artista per oltre due decenni. Il materiale esposto proviene dalla collezione di Carlos Gross, che possiede una delle maggiori raccolte di litografie di Giacometti a livello internazionale. Dopo la tappa italiana, la mostra si sposterà in seguito in Austria e negli Stati Uniti. Il visitatore potrà non solo osservare da vicino le singole litografie che compongono questo meraviglioso poema grafico, ma anche godere di una visione d’insieme di un’opera unica nel suo genere, che rende palpabili tanto la maestria di Giacometti quanto il suo amore per Parigi. «Paris san fin» è infatti un “viaggio” attraverso la capitale francese, colta attraverso uno sguardo personale e soggettivo che cerca di distaccarsi dalla routine quasi ossessiva dell’atelier, dai modelli familiari, dalle lunghissime sedute di posa e dall’opera incessantemente modificata, disfatta, ricominciata. «Paris san fin» nacque dall’iniziativa dell’amico Tériade, editore. Giacometti, inizialmente entusiasta all’idea di questa sorta di reportage, incontrò molte difficoltà nella sua realizzazione: la complessità del progetto, la fatica delle uscite per disegnare dal vero e la salute malferma lo portarono a lunghe interruzioni di un lavoro che sarà realizzato tra il 1958 e il 1965. Un testo avrebbe dovuto accompagnare le immagini, ma Giacometti non riuscì a portarlo a termine ed è infatti stato incluso incompiuto. L’opera fu pubblicata postuma, nel 1969, in soli 250 esemplari.

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