Quando il paesaggio si fa arte e la geologia diventa lo stile narrativo del suo racconto

 by Francesca Soldani, ph Francesco Lo Cullo

Pensi colline e dici Toscana. Immagini sentieri che scendono a zig zag disegnati da file di cipressi ed esclami “Val d’Orcia”.
Per il regista Ridley Scott è Lei la vera traduzione terrena del paradiso e i paesaggi della SP14 tra San Quirico d’Orcia e Pienza, sono i migliori complici perché la celebre scena de “Il Gladiatore” di Massimo Decimo Meridio che attraversa i campi di grano per raggiungere i suoi affetti, possa essere perfettamente costruita e impeccabilmente riuscita.
Siamo nel sud della Toscana, in quella zona collinare compresa tra Siena e Grosseto, a nord est del Monte Amiata e al confine con l’Umbria.
In Val d’Orcia tutto sembra trovare il proprio naturale collegamento, ogni dettaglio è pianificato per essere un piacevole colpo di fulmine.

Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco dal 2004, l’intera area naturale è stata inserita nella World Heritage List per lo stato di conservazione eccellente del panorama come perfetto connubio tra natura e uomo: “La Val d’Orcia è un eccezionale esempio di come il paesaggio naturale sia stato ridisegnato nel periodo rinascimentale per rispecchiare gli ideali di buon governo e per creare un’immagine esteticamente gradevole. Il suo paesaggio è stato celebrato dai pittori della Scuola Senese e le sue rappresentazioni dove le persone sono raffigurate mentre vivono in armonia con la natura, sono diventate un’icona del Rinascimentocriterio IV e criterio VI dell’Unesco.
Linee pulite e rigorose che si intrecciano a disegni soffici come gomitoli di lana, colori che rimangono vividi in tutte le loro sfumature anche nella stagione più rigida dell’anno, il tempo che sembra fermarsi: la Val d’Orcia non è fatta per essere esplorata di corsa.
E allora lasciate che sia il tempo stesso a guidarvi tra i sentieri della Via Francigena, i percorsi di collegamento tra i borghi medievali più belli d’Italia, gli stop enogastronomici di pecorino di Pienza, pici senesi e degustazioni di Brunello di Montalcino.
Se c’è un modo per godere dello spettacolo della natura in completo relax, immancabile il pit-stop alle terme naturali di Bagni Vignoni e di Bagni San Filippo.

Primo gioiello architettonico-termale nel cuore del Parco Artistico Naturale della Val d’Orcia: Bagni Vignoni, l’unica frazione di San Quirico d’Orcia in provincia di Siena, che in epoca romana, con le sue acque termali ha offerto piacevoli soste ai pellegrini che passavano dalla vicina Via Francigena. Famosissima la Piazza delle Sorgenti al centro del Borgo con la sua vasca rettangolare cinquecentesca dalle cui rocce vulcaniche sgorga in superficie una sorgente di acqua termale. Il percorso delle acque prosegue poi verso la scarpata del Parco Naturale dei Mulini: qui, tra rivoli d’acqua e concrezioni calcaree, incontriamo vasche d’acqua cristallina e mulini scavati nella roccia che, originariamente, lavoravano il grano anche d’estate grazie alla portata costante della sorgente termale.
A soli venti minuti di macchina da Bagni Vignoni, incontriamo i Bagni San Filippo, perla naturalistica più unica che rara. Qui, nell’area del Fosso Bianco, le acque termali hanno creato un paesaggio magico, quasi lunare, perché il loro scorrere nei secoli ha portato alla formazione di rocce calcaree, piccole cascate e pozze di diverse dimensioni dove fare il bagno immersi nel bosco.
Degna di nota, la Cascata della Balena Bianca, un enorme blocco di calcare su cui scorrono le acque termali più calde (circa a 45°C) miscelate alle acque piovane ricche di minerali che, integrando i loro componenti, creano sulle rocce sottostanti varie sfumature di colore cangiante dal verde al marrone.
Zaino in spalla e via, pronti per fare un tuffo in un passato che sembra sospeso nel tempo e dove i ricordi profumano di miele e zafferano.

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