by Gianluca Tenti

 

Senza di lei non ci sarebbe stata Forte dei Marmi. L’affermazione può apparire ardita, ma è un dato di fatto che 90 estati fa quando questa storia ha avuto inizio, c’erano Viareggio a Sud e Massa a Nord. Nel mezzo un po’ di macchia, molta sabbia e sparute ville nobiliari. Certo c’era anche altro. Il pontile. Dai tempi di Michelangelo, quando questo lembo di terra schiacciata tra le Alpi Apuane e il mar Ligure, era avamposto mediceo e da quel pontile ligneo caricavano i marmi sui bastimenti. C’era persino il fortino. E poco più, se si eccettua un nucleo di abitanti che con orgoglio si erano separati dal municipio di Pietrasanta. Una terra baciata dal Signore. Destinata a rimanere una delle centinaia di località di mare che pure popolano la Penisola, se non fosse stato per la visione lungimirante di Achille Franceschi. Ex sindaco del Forte, Franceschi aveva voluto un viale a mare ampio oltre ogni immaginazione, perché, diceva, arriveranno le autovetture. E quel viale volle dotarlo di servizi per il turismo d’élite. Un hotel, anzi un Grand hotel che ricordava da vicino il Principe di Piemonte a Viareggio tanto era bello. E un capanno di frasche e tela di sacco, due assi di legno e un po’ di paglia per tirar su un trespolo da adibire a bar. Invitò i bei nomi del Gotha nobiliare e, fatto rilevante, in quel Ferragosto del 1929, arrivarono tutti. Parcheggiando le Ispano-Suiza, le Rolls Royce e le Isotta Fraschini per bersi i liquori miscelati da Nico. Le bottiglie durarono poco. Peperone, un marinaio vecchio, cucinò zuppa di pesce, Achille prese le comande e le girò alla signora Nella, vera anima dei suoi sogni. Eccitate all’inverosimile le sorelle Suarez battezzarono quel non luogo “Capannina” ignare di varare così la storia che avrebbe fatto la fortuna del Forte.

Gli industriali all’epoca non venivano ammessi. Per loro c’era Viareggio, dove pure erano attivi da decenni i Bagni e dove anche la Regina Margherita aveva eletto residenza estiva. L’unica eccezione venne fatta per Edoardo Agnelli, quando i figli della dinastia automobilistica vestivano alla marinara.

Fu il bel mondo che frequentava la “Capannina” a fare Forte dei Marmi capitale della villeggiatura. Perché certo c’erano le sabbie dorate, c’era il mare solcato dalle vele, c’erano i marinai e i bagnini che issavano i capanni, ma non ci sarebbe stata questa mondanità.

Per farla breve da 90 anni il faro della notte ha scritto le pagine più belle del divertimento e dello spettacolo, grazie ad Achille Franceschi, ai figli Guido e Nevio, e dal 1977 a Carla e Gherardo Guidi. Sì, perché se passando sul lungomare si legge ancora oggi “La Capannina di Franceschi” è proprio grazie alla famiglia Guidi che non ha mai voluto dimenticare come tutto ebbe inizio. Perché ci sono stati Edith Piaf, Armando Trovajoli, Bruno Quirinetta, Ray Sugar Robinson, Perez Prado fino a Wanda Osiris, nella lunga gestione dei Franceschi. Ma se vai a scavare scopri che nessuno come i Guidi ha saputo tenere così a lungo le redini di questa meravigliosa signora che è anche il locale con più storia di tutta l’Europa. E certo Gherardo Guidi che non a caso è pure Grande ufficiale ha donato a intere generazioni serate leggendarie come quelle di Ray Charles, Grace Jones, Kid Creole & the Coconuts, atmosfere come “Sapore di mare”. Ed ha lasciato sempre aperte le porte di questa affascinante Capanna anche a quelli che chiamo “collaterali”, siano essi le feste di Carnevale, le serate finali del Premio Satira (dal 1973 al 2017), le presentazioni di libri e le premiazioni di “A tavola sulla spiaggia”. Per dimostrare una volta di più cosa rappresenta per tutti noi questa storia.

 

La Capannina di Franceschi

Viale della Repubblica 16

Forte dei Marmi (LU)

Tel. +39 0584 80169

info@lacapanninadifranceschi.com

www.lacapanninadifranceschi.com

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