Il Parco Archeologico di Baratti e Populonia e la Rocca di Talamone

text and ph. Francesca Soldani

 

In una società globalizzata come la nostra, il commercio navale è una delle fonti primarie di ricchezze socioculturali. Che sia per questioni di egemonia, di semplice scambio di informazioni o di contaminazione di culture, controllare le rotte marittime significa “cambiamento”.

La tecnologia di oggi ci ha accompagnati, infatti, al cambiamento: il radar e il sonar, ad esempio, sono stati sistemi di grande rivoluzione in ambito bellico. Ma come si gestivano, anticamente, gli attacchi nemici? Sfruttando l’altezza, costruendo roccaforti a picco sul mare. In Toscana, di gioielli architettonici mozzafiato come le Rocche, ce ne sono eccome. Basti pensare al Parco Archeologico di Baratti e Populonia. E ancora, scendendo lungo la Costa degli Etruschi e insinuandosi nel Golfo dell’Argentario, incontriamo l’antico borgo di Talamone.

L’area costiera maremmana, da Livorno a Piombino fino ad Orbetello, è un’oasi verde e blu che ci aiuta a studiare quanto in epoca preromana, gli Etruschi siano stati un ottimo esempio di adattamento. Hanno modificato il loro rapporto con l’ambiente, hanno tratto benefici dalle bellezze e dai pericoli del mare per migliorare la società e hanno saputo custodire patrimoni culturali che ancora oggi lasciano a bocca aperta.

Il Parco Archeologico di Baratti e Populonia è un museo a cielo aperto. Con la sua necropoli, Populonia è una dei dodici centri chiamati Dodecapoli, ovvero quelle città-stato che facevano parte dell’Etruria. A coronare il piccolo borgo di un fascino senza tempo c’è il Castello di Populonia dal quale si può godere una vista panoramica su tutto il promontorio. Nei giorni fortunati, si scorgono anche l’Isola d’Elba, la Corsica, la Capraia e la Gorgona: un vero piacere per gli occhi. Il torrione a pianta medievale del Castello, è ancora oggi visitabile ed è possibile camminare in alta quota sulle mura. Avvicinandosi al Parco dell’Uccellina, incontriamo invece Talamone, altro gioiello di bellezza rara. Si sa per certo che questa porzione del Golfo dell’Argentario fu prima abitato dagli Etruschi, per essere poi teatro di battaglia tra i Romani e i Galli. Dopo un lungo periodo di abbandono, la cittadina divenne presidio di Siena sotto il controllo della famiglia Aldobrandeschi. La sua fama però la dobbiamo a Giuseppe Garibaldi che sbarcò proprio qui per procurarsi le armi per la spedizione dei Mille. Talamone mantiene orgogliosa il suo aspetto di borgo fortificato di pescatori: sul porto si affaccia la Rocca e da qui si possono ammirare le meraviglie naturalistiche.

Se c’è un momento magico per vivere appieno l’anima blu della Maremma, è sicuramente l’estate. I colori dei paesaggi si mixano e creano un microcosmo perfetto basato sulle diversità territoriali. Il blu dell’Argentario, chicchi di sabbia dorata mescolati a diverse sfumature di grigio dei sassolini, le verdi colline, il beige del Monte Amiata. Ed è subito poesia.

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