Arte in sala e in cucina nel suo ristorante

by Susanna Orlando, ph. Nicola Gnesi

 

Una cucina che si rifà non soltanto alla tradizione del territorio ma a quella di Filippo i cui piatti storici sono ormai una sorta di icona”. Inizia così l’articolo di un importante giornalista a cui vorrei aggiungere che non si può vivere senza arte perché essa è “cibo” per la mente. Come lo sono i luoghi dove questa è presente anche quando non siano quelli tradizionalmente deputati come nel caso di Filippo ristorante a Pietrasanta. Qui, su una delle pareti, lo stesso Filippo Di Bartola ha voluto dare generosamente spazio alla creatività di grandi maestri dando valore al cibo anche come nutrimento e arricchimento spirituale e culturale. L’arte come una sorta di “contorno”. Seguo Filippo da circa 30 anni, da quando, ancora a Forte dei Marmi, entrava nella mia Galleria e guardava incantato le opere come ancora oggi accade a Pietrasanta. Questa sensibilità alla bellezza e all’estetica l’ha trasferita nel suo ultimo locale di via Barsanti dove, con l’aiuto di “due vecchi amici”, ha pensato e attuato un progetto unico destinando una grande e importante parete all’arte, ben visibile da tutto il locale, con una formula spettacolare e di grande contemporaneità. Ha coinvolto così i suoi amici artisti, tutti di livello internazionale, dando loro il tema del menu che cambia ogni 3 mesi circa, secondo le stagioni. Questi, a turno dovranno disegnare, dipingere o scolpire la parete dedicata. L’opera, alla scadenza, sarà completamente cancellata, per lasciare quella “tabula rasa” su cui potrà lavorare un altro artista. Arte, cultura, bellezza e impermanenza sono i temi principali di questa sapiente operazione. Da Filippo non troverete quadri o opere prestate senza alcun riferimento al luogo o alla sua filosofia. Si potrà percepire così una ricchezza in più, un nuovo senso di armonia. Una presenza raffinata destinata però a scomparire. È quello che accade con un buon piatto: dopo averlo gustato e apprezzato rimane soltanto la sua ricca emozione. Ad inaugurare questo progetto è stato Girolamo Ciulla, noto scultore siciliano che da oltre 30 anni vive a Pietrasanta, con l’opera La capra può entrare nel tempio. Si tratta di un disegno che raffigura una Dea Cerere alta circa 2 metri che “avanza” verso l’interno del ristorante con in mano una pila di volumi che indicano i cibi. Le sue figure, ricche di sacralità e mitologia, sembrano dare una benedizione agli ospiti, ai cuochi e ai camerieri e a Filippo che dall’alto guarda compiaciuto questa sua ultima creazione. Il ristorante diventa così accoglienza dove il palcoscenico non è quello dello chef perché i riflettori dell’anima sono puntati sulla sala e sul bar condotto dalla bartender Elisa. Filippo è il padrone di casa di questo luogo nato per apprezzare la bellezza del cibo in tutte le sue declinazioni ed espressioni.

 

Ristorante Filippo

Via padre Eugenio Barsanti, 45

Pietrasanta (LU)

Tel. +39 0584 70010

reservation@filippopietrasanta.it

www.filippopietrasanta.it

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