L’aspirante precettore di Casa Medici che scrisse un Trattato di Architettura militare per Gran principe Cosimo

di Salvatore La Lota di Blasi

 

La scoperta di un prezioso manoscritto del 1602 rivela l’esistenza di una curiosa ed eclettica figura di monaco camaldolese nativo di Monte San Savino, vissuto a cavallo tra il XVI e il XVII secolo tra Firenze, Pisa e Siena.  Un personaggio secondario per alcuni storici del ‘700, non certo oggi meno importante considerandolo nello scenario complessivo dei religiosi colti di quell’epoca o nel più ampio settore della storia minore medicea. Francesco Pifferi, un monaco e non solo; anche teologo, professore di matematica e geometria negli atenei di Pisa e Siena; accademico degli Intronati, studioso di astronomia e infine ‘improvvisato’ teorico d’architettura militare. Egli è l’autore del seicentesco manoscritto ritrovato, il Trattato di Architettura militare che oggi riemerge trascritto e corredato da un profilo storico biografico e scientifico dello stesso autore, in una pubblicazione dal titolo “Francesco Pifferi, monaco camaldolese. Un aspirante precettore alla corte dei Medici” (Pacini editori). Tale pubblicazione è la quinta opera di una collana “I Quaderni della Fondazione Maria Luisa de Medici”. La Fondazione, rappresentata dalla presidente Alexia Redini e dal suo fondatore Nicola Molea, oltre a promuovere la cultura medicea a Pisa è anche proprietaria del manoscritto.   Quest’ultimo, il Trattato, si può considerare un tassello mancante nel più ampio panorama della trattatistica del settore che da Vitruvio prosegue in epoca moderna con Leon Battista Alberti, Sebastiano Serlio e Galileo Galilei. E’ anche una chiave di lettura che ci aiuta a capire la psicologia di un personaggio che avrebbe addirittura aspirato a diventare precettore di corte. Ambizione che emerge dalla lettera dedicatoria del Trattato, “vera novellizia del suo havere”, ad un giovanissimo Cosimo gran principe figlio del Granduca Ferdinando I, presto svanita   a causa dell’ingombrante presenza del ben più noto scienziato Galileo Galilei. E quest’ultimo, infatti, non solo come è noto ricoprirà lui il ruolo di precettore di Casa Medici ma sostituirà anche il monaco Pifferi nell’insegnamento della matematica a Pisa già nel 1589. Sarà stato forse questo il motivo per cui il Trattato di architettura del Pifferi non sarà più preso in considerazione dal futuro Cosimo II, candendo così nel dimenticatoio tra i meandri di polverose biblioteche per ben 419 anni?

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