by Salvatore La Lota di Blasi

I teatri italiani lo adorano e all’estero è ricercatissimo. È Francesco Pasqualetti, giovane direttore d’orchestra pisano reduce nell’autunno scorso dal Festival Verdi di Bussetto e ora, nel nuovo anno, proiettato verso Lubecca per dirigere due concerti, in Georgia per il Simon Boccanegra e, in ultimo, in Francia per il Rigoletto. Una vita professionale dedicata alla musica e al viaggio. “Cantavo sin da bambino tutto ciò che mi capitava a portata d’orecchio – racconta il Maestro -. I miei genitori mi mandarono quindi a studiare pianoforte. Diventai organista della parrocchia e poi direttore del piccolo coro locale”. La passione gli si era accesa a tal punto che a diciassette anni e mezzo, dirigeva per la prima volta la Sinfonia ‘incompiuta’ di Schubert. Francesco Pasqualetti è diventato pianista, compositore e direttore d’orchestra diplomandosi ai conservatori di Firenze e Lucca. L’incontro con il maestro Gianluigi Gelmetti è stato importante perché non solo con lui si è perfezionato all’Accademia Musicale Chigiana, ma di lui è stato assistente personale al Teatro dell’Opera a Roma. “In quel periodo avevo ventitré anni – continua Pasqualetti – ed ero felice d’aver trovato la mia strada”.  Un prodigio della musica che si è laureato con lode in Filosofia all’Università di Pisa e che ha fatto della filosofia uno strumento per capire meglio la musica. Infine, è alla Royal Academy of Music di Londra che si è perfezionato sotto la guida del Maestro sir Colin Davis.  “È stato tutto un divenire – aggiunge il direttore – che mi ha portato a legare con un filo unico tre aspetti della mia professione artistica: per preparare una partitura d’opera prima di dirigerla la suono al pianoforte e per completarne lo studio la analizzo a tavolino con gli occhi del compositore; poi ne colgo le sfumature di orchestrazione e di linguaggio armonico. A quel punto sono pronto per dirigerla”. Il segreto di tanto successo si svela quando il suo pensiero va alla sua cara compagna Sonia, soprano, con la quale condivide la vita in armonia. Perché si sa, dove c’è squadra e armonia si vince sempre. “Quando si avvicinano i giorni dei concerti, i miei o i suoi – conclude il maestro – è necessario usare cautela per evitare scintille”. E come non ci si può accendere di sentimento, se tra le note di ogni singola giornata sbuca anche un attento osservatore che li ascolta. Sarà un loro primo critico appassionato? – chiedo al maestro – “No no, è Leone, il nostro bimbo di due anni, il nostro vero padrone di casa”.

Share post with: