Obiettivo la tutela e valorizzazione del territorio

by Giuliana Cantini

 

Parte da Fiesole un progetto innovativo che unisce un intero territorio, coinvolgendo cittadini, aziende e amministrazioni, per far emergere l’agricoltura biologica come filo conduttore di uno sviluppo sostenibile. Si tratta del “Distretto Rurale ad alta vocazione biologica di Fiesole”, che è diventato realtà grazie alla recente approvazione, da parte della Regione Toscana, del decreto che lo inserisce all’interno della legge sui Distretti Rurali. Si tratta di un risultato importante per Fiesole perché il riconoscimento permetterà, oltre all’ accesso ai bandi per i fondi regionali destinati ai Distretti Rurali, di essere inseriti anche nell’Albo nazionale dei distretti del cibo. “Siamo molto soddisfatti del riconoscimento regionale che corona un percorso iniziato nel 2015 – commenta il Sindaco di Fiesole, Anna Ravoni -: è un progetto su cui la nostra Amministrazione ha creduto e lavorato molto. La particolarità che caratterizza il percorso del nostro distretto è il fatto che sia nato da un progetto di sviluppo sostenibile partecipato, partito dal basso, e che ha messo insieme non solo le aziende agricole, ma anche i cittadini e le associazioni. Una rete del ‘sistema Fiesole’, fatta di cultura diffusa, turismo lento, salvaguardia dell’ambiente e valorizzazione del territorio, per cui abbiamo lavorato intensamente”. “Il cuore del Distretto è lo sviluppo di un’agricoltura di qualità, ispirata ai criteri del biologico, che rispetti le caratteristiche del territorio e possa rappresentare un modello anche per altre realtà – commenta Cesare Buonamici, presidente dell’Associazione del Distretto Biologico di Fiesole, soggetto referente del Distretto Rurale. – Lo sforzo dei prossimi anni sarà quello di espandere il Distretto ai territori confinanti. Il territorio fiesolano ha una grandissima qualità: già nel 2016 la superficie agricola coltivata a biologico, o in via di conversione, rappresentava circa il 45% del totale, con punte di 48% per l’ulivo; nello stesso periodo, per fare un confronto, la media toscana era di circa il 18% e quella nazionale di circa il 14%. Una grande potenzialità che la rete di Comune, imprese e cittadini ha voluto valorizzare”. La ruralità viene dunque assunta come motore dello sviluppo complessivo del sistema locale, con l’obiettivo di valorizzare il territorio e coinvolgere l’intero tessuto economico-sociale.

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