testo e ph. Stephanie Rudolph

 

Ci troviamo in Val di Cornia, al nord della Maremma, ultimo spicchio meridionale della Costa degli Etruschi e della Provincia di Livorno. La zona si caratterizza per aree archeologiche di epoca etrusca, tra le quali spiccano quelle del Golfo di Baratti e di Populonia, e per i centri storici di epoca medievale. Notevole è inoltre la ricchezza del sottosuolo, sfruttato per le numerose miniere già dai tempi degli Etruschi. Vengono appunto chiamate colline metallifere, queste colline con suolo argilloso e ricco di minerali, che, aggiungendo le condizioni climatiche favorevoli, molto sole, le brezze marine che arrivano dal vicino mare, esprimono un ottimo potenziale per produrre vini di grande qualità.

Potenziale riconosciuto da Elisa Di Bonaparte, sorella ribelle ed intraprendente di Napoleone, mandata da lui in questo territorio, che divenne principessa del Granducato di Toscana e di Piombino. Il 18 marzo 1805 Napoleone concede lo Stato di Piombino, strategicamente molto importante, alla sorella Elisa e a suo marito Felice Baciocchi. È la prima volta che l’Imperatore affida il governo di uno Stato ad un suo familiare. Elisa sarà dunque Principessa di Lucca e Piombino dal 1805 e dal 1809 Granduchessa di Toscana fino al 1814, anno dell’abdicazione di Napoleone. Elisa, che nel carattere assomigliava molto al fratello, si dedicò con grande impegno al governo dei suoi territori dove cercò, anche con successo, di riportare le novità più interessanti da Parigi nel campo delle arti e della cultura ma anche nelle infrastrutture, nella sanità, nelle attività produttive e in agricoltura avendo trovato un territorio decadente, malgovernato. Terra rude, una palude con pochissimo sviluppo economico. Con grande spirito cominciò a bonificare il territorio costruendo strade importanti, tra cui la creazione della strada della “Principessa” che collega il porto di Piombino all’entroterra e verso San Vincenzo Dopo Waterloo, costretta a rinunciare ad ogni titolo nobiliare, scelse il nuovo titolo di Contessa di Compignano dal nome di una antica residenza di pregio che aveva acquistato sul versante pisano del Monte Quiesa.

E fu lei a individuare per prima la Val di Cornia come terreno vocato per i suoi amati vitigni francesi. Dai bollettini del Porto di Piombino risulta che la principessa aveva trasportato dalla Francia delle barbatelle per piantarle in questo territorio. Nei vicini boschi di Montioni troviamo ancora la testimonianza delle vigne impiantate da Elisa.

Share post with: