Da cesellatore a scultore è il Benvenuto Cellini di questo secolo

by Cecilia Barbieri

 

Sarà aperta fino a domenica 8 marzo presso lo Studio Antonio Lo Pinto C2 Contemporanea a Firenze, l’attesissima personale di Silvano Porcinai, presentata dall’amico Massimo Lippi, poeta e scultore di Siena. La natura toscana è senza dubbio da sempre il contenuto primario dell’ispirazione di Porcinai, nato a Grassina nel 1950 dove vive e lavora. Grandissimo osservatore della natura in tutte le sue forme, di cui le sue opere ne sono costante testimonianza, Porcinai è attirato da sempre dal tema della lotta, che riproduce nel suo dinamismo più estremo. Profondo conoscitore del mondo animale, predilige gufi, capre, il pesce di San Pietro, tori, cinghiali, cavalli, che realizza in pieno movimento e in pose di forza, e che sono presenti in mostra in sculture e bronzetti. Il suo mondo è popolato da figure dinamiche e guizzanti, su cui la luce mette in evidenza linee vibranti e pura energia. Ma anche da Chimere e Minotauri, Toreadores e animali ibridi e fantastici, dai profili e dal modellato vivi e palpitanti, spesso ispirati dalla letteratura, che formano la vastissima produzione di un uomo forte e coraggioso, solo con la sua arte. Diplomato all’Istituto Statale d’Arte di Firenze, sezione Oreficeria, nasce, come Benvenuto Cellini, prima come orafo, dedicandosi poi completamente alla scultura, e lavorando prevalentemente bronzo, ma anche terracotta, che fa cuocere nelle fornaci di Impruneta. Per anni ha svolto la sua attività di docente di Scultura e Modellato, presso istituti e licei artistici di Firenze e della Toscana. A breve vedremo tra l’altro l’inaugurazione di due sue opere: del Monumento al minatore all’Impruneta e di Odette. Grande arabesque, presso il Centro Studi Danza ASD, a Grassina. Grande cesellatore e abilissimo modellatore, Porcinai lavora ogni giorno con vigore in quello che era lo studio del padre, Giulio Porcinai, anche lui scultore, a Grassina, luogo magico e unico, che rispecchia il “Caos” del mondo classico, che per Platone è il centro primigenio della materia informe e rozza, a cui il demiurgo attinge per la formazione del mondo ordinato, il “Cosmo”. Porcinai è il moderno demiurgo e le sue opere il nuovo cosmo.

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