Il vino che segna una svolta di Cecchi, storica Azienda di Castellina in Chianti

di Guja Tanzj, ph. Archivio Cecchi

 

Giusto quest’anno sono 15 anni dalla prima vendemmia di Coevo, il vino di Cecchi che rappresenta la sintesi di un percorso molto profondo e importante nella storia dell’Azienda di Castellina in Chianti. Questo vino è stato fortemente sentito e desiderato per dare un segnale di svolta alla storia enologica di Cecchi che ha quasi 130 anni. Coevo è memoria della tradizione, riferimento per il presente ma soprattutto per il futuro e testimonianza di due importanti territori il Chianti Classico e la Maremma. Dal Chianti Classico nascono il Sangiovese e il Cabernet Sauvignon mentre dai vigneti dell’azienda in Maremma provengono le uve di Merlot e Petit Verdot. La filosofia con cui nasce questo vino è semplice e chiara: il massimo della qualità per ogni annata. Per questo motivo l’uvaggio varia a seconda della vendemmia mantenendo comunque sempre l’elemento base, il Sangiovese che non è mai sotto il 50% del blend. La scelta del Merlot e del Petit Verdot è stata determinata dalla consapevolezza di due espressioni varietali eccellenti per questa zona di produzione, che è la Maremma. All’arrivo in cantina le uve sono ulteriormente selezionate e diraspate e pigiate delicatamente. Ogni varietà componente Coevo viene vinificata separatamente. La fermentazione alcolica è condotta in tini di acciaio inox per ogni varietà che vengono poi invecchiate a Castellina in Chianti mantenendole separate in barriques e tonneaux per dodici mesi per essere finalmente assemblate e proseguire per altri 6 mesi l’affinamento in legno insieme. Finito l’affinamento in legno si passa all’imbottigliamento. Intanto in soli 15 anni a Coevo non son mancati gli apprezzamenti del mondo vinicolo con 5 grappoli di Bibenda alla vendemmia 2016 e 2015, 4 grappoli quando questo numero era il massimo dell’attribuzione, alle annate 2011 e 2010, e 3 bicchieri del Gambero Rosso al 2006.

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