05/04/2018

by Giulio Saturnini

Per milioni di persone, da un angolo all’altro del pianeta, “Chianti” è sinonimo di ottimo vino e di uno stile di vita di qualità. Il Chianti, però, è prima di tutto un paesaggio inconfondibile in cui la natura incontra l’opera dell’uomo in una sinergia unica. Secondo vari studi e ricerche storiche, anticamente quest’area doveva essere ancora più verde, con un’immensa foresta che copriva l’intero territorio racchiuso tra l’Arno e l’Ombrone.
Ancora oggi, il territorio chiantigiano è ricoperto di boschi per circa il 50% della propria estensione. Si tratta in gran parte di bosco ceduo (dal latino caedo, “taglio”), capace di rigenerarsi naturalmente e quindi particolarmente idoneo per trarne legname da ardere. Querce, cerri, lecci, cipressi, pini domestici e marittimi costellano i crinali delle colline incontrandosi coi sottoboschi intricati di cespugli e specie arbustive. Solo oltre i 500 metri di altitudine si trova il castagno, utilizzato ancora oggi nell’edilizia tipica per farne travi e travicelli, e in viticoltura per modellare i pali e le colonne di sostegno ai vigneti. Del bosco, insomma, non si butta via niente.
Si può dire che nell’ecosistema del Chianti la tradizione contadina e artigiana applica da secoli quello che oggi è uno dei capisaldi dell’economia circolare, recuperando anche quelli che altrove sarebbero considerati degli scarti di lavorazione. La principale applicazione di questo principio riguarda la produzione del “cippato”, ovvero il legno ridotto a minuscole scaglie, riutilizzabile come combustibile naturale per la generazione di energia elettrica e per la produzione di calore. Un esempio concreto di questo particolare tipo di economia circolare si trova a Greve in Chianti, dove è da poco entrata in funzione la centrale a biomasse legnose (cippato, appunto) a servizio della Piscina Comunale, la prima di questo tipo in Toscana. Grazie all’apporto dell’azienda agricola Travaglini di Torsoli – che per prima ha individuato questa filiera “dal bosco all’energia” – l’impianto favorirà l’economia agricola locale, incentiverà la pulizia delle aree boscate e comporterà un vantaggio ambientale in termini di riduzione delle emissioni di Co2 in atmosfera.

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