Dalle cave delle Apuane arte, architettura e design

text and ph. Nicola Gnesi

 

Per quelli come me, nati nella Versilia storica nel secolo ormai passato, la parola Henraux ha sempre risuonato nelle orecchie come qualcosa di familiare. Infatti, molti della nostra generazione hanno un parente o un amico che in qualche modo ha o ha avuto a che fare con questa Azienda. “Mio nonno lavorava all’Henraux…” spesso senti dire. O più precisamente: “all’Errò”. Forse c’è ancora gente che non sa come si scriva ma non c’è versiliese che non conosca il nome di questa grande azienda che negli anni ‘60 contava 700 dipendenti. E ancora: da bambini, io ed i miei amici, sulla spiaggia in estate, ci soffermavamo a guardare il Monte Altissimo che svetta nella catena delle Alpi Apuane a circa 1600 metri ed eravamo sicurissimi che la sua parte destra, bianca, bianchissima come la neve, fosse un ghiacciaio. Ogni giorno guardavamo quella grossa macchia color bianco candido e ci chiedevamo come fosse possibile che in estate ci fosse ancora la neve. Erano invece le cave Henraux delle Cervaiole dalle quali, da sempre, viene estratto un Bianco Statuario purissimo che tanto ha contribuito alla storia dell’arte e dell’architettura. Ecco, quando cresci all’ombra di montagne come queste capisci perché non puoi non considerare questa azienda parte integrante della storia di un territorio, percepirla come fosse anche un po’ tua. Le cave Henraux significano prima di tutto arte: i suoi squarci bianchi sono stati amati dai grandi Maestri, primo fra tutti Michelangelo che nel 1517 scoprì l’immenso patrimonio del Monte Altissimo, poi a fine ‘800 Rodin, mentre nei recenti anni ‘60 arrivarono Moore, Harp, Mirò, Noguchi, Papa, Pomodoro, solo per citarne alcuni. Si dice che Henry Moore esigesse la ricotta fresca del pastore appena arrivava in cava. Poi c’è il contributo all’architettura: il Sagrato della Basilica di San Pietro è fatto con il marmo del Monte Altissimo, come anche le Moschee de La Mecca e di Abu Dhabi, come se questo marmo bianco potesse avere il potere di mettere pace tra le religioni. Ancora oggi i punti cardine dell’Azienda sono l’architettura, l’arte e il design. Ed è appunto per quest’arte moderna che stato recuperato da un anno nella sede di Querceta, a soli tre chilometri dal pontile di Forte dei Marmi, uno showroom da sogno disegnato da Archea Associati, studio noto in tutto il mondo creato e diretto dal professore e archistar Marco Casamonti. Motore e anima di tutte queste innovazioni legate all’arte è Paolo Carli, presidente dell’Azienda dal 2003. È stato un visionario: nel 2012 crea la Fondazione Henraux e dà il via al “Premio di Scultura Erminio Cidonio” che in pochi anni porta alla scoperta di talenti, ormai nomi indiscussi nel mondo dell’arte. Oggi l’Azienda è leader con un reparto tecnico e un knowhow senza eguali mentre nel 2021 compirà due secoli di attività. E se l’Azienda e la Fondazione guardano al futuro, camminando per le Cervaiole, incredibilmente, sembra di essere ancora negli anni ‘60.

 

Henraux

Via Deposito, 269

Querceta (LU)

Tel. +39 05847611

info@henraux.it

www.henraux.it

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